| Questo itinerario
segue le indicazioni poste dall'Amministrazione Provinciale di Lucca,
sulla scorta dell'antica "via vicinalis" romana che raccordava
Lucca con la via Aurelia Emilia Scauri; impegnativa per il superamento di
due colli, tra il X e il XIV secolo contava su una catena di ben14 piccoli
ospedali, in grado di offrire alloggio ai viandanti e ai pellegrini. Si
parte dalla chiesa di Nocchi e di fronte si prende la strada (Via di
Friano) che diventa sentiero e devia a sinistra per la boscosa valle del
torrente Lucese; si sale con tornanti su traccia e si ritorna sulla
provinciale in prossimità del valico di Montemagno (ospizio per
pellegrini di San Michele Arcangelo, citato già nel 1129 e annesso alla
omonima chiesa). Dal passo si inizia a scendere su strada carrozzabile la
valle del torrente Freddana, si passa accanto alla località Purgatorio
(ospizio indicato come "Locus Dominorum Piscopana") e si
raggiunge il "borgo di strada" di Valpromaro con una deviazione
a destra; si lascia la provinciale, si supera il torrente e si attraversa
il paese passando davanti alla chiesa di San Martino, la cui canonica
svolgeva funzione di ospedale già nel XII secolo. Si continua su sterrata
sul lato destro del torrente e ci si ricongiunge alla provinciale
all'altezza del bivio della strada delle Gavine; si segue il tracciato
più antico della Francigena che abbandona la Val Freddana e si alza
ripidamente per scavalcare la cresta al passo delle Gravine. Si utilizza
per la salita prima la stradina asfaltata, poi il sentiero che prosegue a
destra e si inerpica a tornanti fino sul colle; si ritorna sulla stradina
asfaltata (possibilità di proseguire a destra per osservare l'Oratorio
della Beata Vergine delle Grazie), si devia a sinistra in direzione
dell'abitato di Piazzano. Si attraversa il borgo e si devia a destra per
raggiungere la chiesa di San Frediano e l'omonimo ospedaletto "extra-moenia";
si prosegue a sinistra fino ad arrivare al cimitero, dove si lascia la
stretta strada asfaltata e si scende a destra su sterrata nel fondovalle
della Contesora fino ad arrivare nuovamente sulla strada carrozzabile
all'altezza della chiesetta di S.Michele Arcangelo. Su asfalto si
raggiunge quindi San Macario al Piano (ospedaletto annesso alla chiesa di
San Jacopo alle Beltraie) e Ponte S.Pietro; si devia a sinistra, si supera
il fiume Serchio e si prosegue lungo il rettilineo d'asfalto che ci
conduce fino a Lucca, passando il sobborgo di Nave. Si entra nella cerchia
di mura che circonda la città per più di quattro chilometri, si
attraversa la porta di San Donato e ci si dirige senza difficoltà fino al
Duomo dedicato a San Martino. Città artistica nazionale, Lucca costituiva
una delle tappe più importanti sulla via per Roma; dotata di numerosi
ospizi e ricoveri per i pellegrini, tutta la città ruotava sul passaggio
della strada: ne é memoria la lapide posta nel Duomo che riporta il
giuramento col quale nel 1111 i commercianti e i cambiavalute si
impegnavano a comportarsi in modo onesto con i pellegrini. Luogo di sosta
soprattutto dei pellegrini irlandesi che si fermavano a pregare sulla
tomba del loro conterraneo San Frediano: nominato vescovo di Lucca nel 560
da papa Giovanni III si dedicò alla costruzione di numerose chiese fra
cui il duomo della città, che nella versione attuale risale all'XI
secolo. |