| Oltre Pavia la Via
Francigena coincide con la più antica via di Monte Bardone che nel VII
secolo collegava i territori dei longobardi in Italia; lungo il suo
percorso, dopo la conversione dei longobardi al cristianesimo nell'VIII
secolo, la corte di Pavia promosse la costruzione di monasteri, luoghi di
preghiera e di rifugio per i viandanti. Si parte dalla chiesa di San
Michele e si prende il borgo in direzione sud-est che ci conduce alle
porte di Pavia verso Codogno; dopo l'abitato di San Pietro, si devia a
destra in corrispondenza della chiesa di San Lazzaro, utilizzando una
sterrata e un sentiero che consente di costeggiare il canale Caroliana,
evitando un tratto di statale. Si ritorna sulla carrozzabile prima di
Motta San Damiano (chiesa romanica con ospedale appartenente agli
Olivetani e all'ordine di Malta), si devia a destra verso Broni,
utilizzando per poco la SS617; al primo bivio si devia a sinistra in
direzione di San Leonardo. Si segue un percorso parallelo alla "Codognese",
più tranquillo e verdeggiante per la presenza di boschi e pioppeti;
l'itinerario alterna tratti di strada bianca a tratti asfaltati, si passa
il villaggio di Ospitaletto di Linarolo (territorio un tempo appartenente
ai Templari) e si arriva alla chiesa di San Giacomo della Cereda. Il
complesso é un piccolo oratorio, con funzione di ospedale per i
pellegrini, in stile tardogotico del XV secolo: all'interno la statua di
San Giacomo e le pareti affrescate da Giovanni da Caminata. Si continua
per Santa Margherita, si devia a sinistra e si entra nel paese di
Belgioioso, arrivando davanti al bellissimo castello Visconteo, dove ci si
inserisce sulla SS234. Si prosegue a destra in direzione di Codogno, si
utilizza per intero la strada carrozzabile; si supera la località di
Zagonara, il fiume Olona e si arriva al paese di Corteolona. Si continua
ancora per circa 3 chilometri, si devia a destra per entrare nel paese di
S.Cristina e Bissone e si raggiunge la chiesa parrocchiale. L'esistenza
dell'abbazia di S. Cristina è documentata a partire dal 768 (dono della
regina Ansa, moglie del re longobardo Desiderio, di alcuni beni al
monastero di S.Cristina); successivamente anche Carlo Magno, Ottone I e
Federico Barbarossa fecero del convento di S.Cristina una vera e propria
potenza territoriale ed economica che comprendeva anche i castelli di
Chignolo, Miradolo e il territorio di Corte S. Andrea col suo porto
fluviale sul fiume Po. |