| Azienda
di Promozione Turistica del Pavese, via F. Filzi, 2, tel. 0382/22.156, fax
32.221; G.E.A. - Gruppo Escursionistico Appennino,
Viale Partigiani, 137, tel. 0382/46.05.19 |
| Si parte dalla
chiesa di Dorno e si utilizza la strada carrozzabile in direzione di
Groppello Cairoli; dopo circa 3 chilometri, mentre la strada asfaltata
devia a sinistra, si prosegue diritto su un itinerario prima asfaltato poi
sterrato. Si supera l'autostrada A7, la ferrovia Mortara-Pavia e si arriva
alla località di S.Spirito; si ritorna sulla SS596 che si prende a destra
in direzione Pavia fino a raggiungere, dopo circa 3,5 chilometri, il
centro di Carbonara Ticino, in cui è presente un ospedale di S.Maria
fondato nel 1090. Si entra nel villaggio deviando a sinistra, si prosegue
ancora a sinistra al bivio situato dentro il borgo, utilizzando l'antico
tracciato della Via Francigena che si dirige verso il percorso del Ticino;
si passa la località Sabbione, utilizzando la carattersitica "strada
levata" che corre alta sui campi coltivati ai lati. Si sottopassa la
linea ferroviaria e la tangenziale di Pavia entrando in un ambiente sempre
più urbanizzato; si arriva a San Martino Siccomario e si ritorna sulla
SS35, si devia a sinistra in direzione Pavia, di cui si intravede in
lontananza la grande cupola del Duomo. "O tu che entri in queste
mura/ e tu che passi toccando il limitare della porta/ piega il ginocchio
e dì: salve o novella Roma": così recitava la lapide posta sulla
porta di ingresso che conduce a Borgo Ticino eretta nel 1459 in occasione
dell'arrivo a Pavia del re di Spagna Filippo II. In effetti l'entrata a
Pavia (fino al VII secolo Ticinum), capitale del Regno Longobardo e centro
del governo del Regnum Italicum fino all'XI secolo, non è priva di
emozione, con il bellissimo il ponte coperto (rifatto nel dopoguerra sul
modello del preesistente manufatto del XIV secolo) che ci guida al centro
della città. |